Lavorazione dell’argilla

Dall’argilla al manufatto di ceramica

I manufatti sono realizzati con differenti lavorazioni: al tornio; con la modellatura diretta; il pressaggio manuale dell'argilla nei negativi in gesso ricavati sui propri originali modellati dal blocco di terra; questo procedimento permette un maggior controllo dello spessore ed eliminazione di bolle d’aria, riducendo la percentuale del rischio di rottura in cui incorre la creazione diretta durante le fasi di essiccazione e cottura. Lo stesso vale per la tecnica del "colaggio" nei negativi a tasselli che per ogni forma nuova richiedono la soluzione del problema di eliminare tutti i sotto-squadra con il minor numero di tasselli possibile; la realizzazione di questi negativi è lunga e laboriosa, (non sono propriamente stampi perché l’oggetto non ne esce finito e tutto è manuale, non vi interviene alcun macchinario), dopo l’uso bisogna farli asciugare al caldo ed il gesso bagnandosi e riasciugando con il calore più volte si sfalda pertanto se ne possono ricavare solo un numero limitato di pezzi finiti.

manufatti in creta

manufatti in argilla

bassorilievi in argilla fresca

bassorilievi in argilla fase essiccazione

Il manufatto in argilla richiede quindi la lunga e delicata fase di essiccazione che non deve subire fonti di calore dirette né eccessivi sbalzi di temperatura, altrimenti con il ritiro della materia troppo rapido a causa dell'evaporazione dell' acqua si verificano spaccature, crepe, deformazioni (quest’ultime soprattutto in forme piane che facilmente si “imbarcano”) e non sempre si notano subito, talvolta la tensione interna verificatasi in questa fase porta alla rottura del manufatto durante l’ulteriore sollecitazione della cottura, con un danno maggiore per l’attività.

Prima cottura a “Gran fuoco”

dopo la prima cottura: biscotto

bassorilievo terracotta

Dopo la prima cottura detta a “Gran fuoco” (alla temperatura superiore ai 900°C tutta la camera interna del forno è incandescente e qualsiasi sostanza combustibile prenderebbe immediatamente fuoco), segue la decorazione con tante tecniche differenti: smaltatura, pittura soprasmalto o sottocristallina, ingobbio, smalti policromi, cristalline colorate… e bisogna tenere conto dei cambiamenti di tono e spesso anche di tinta che l’alta temperatura comporta con lo scioglimento delle sostanze vetrose; segue la seconda cottura che anche con il forno elettrico richiede parecchie ore con un ciclo di graduale raggiungimento della temperatura e altrettanta graduale fase di raffreddamento. La ceramica così ottenuta può essere eventualmente ripresa con i colori da terzo fuoco, i lustri e l’oro e sottoposta ad una terza cottura un po’ meno elevata.

Smaltatura di un oggetto dopo la prima cottura

I tempi di realizzazione partendo dall’argilla sono pertanto necessariamente lunghi, condizionati dalla temperatura dell’ambiente e dalla grandezza dei manufatti, spesso occorrono diverse settimane, indipendentemente dalle ore di lavoro impiegate per modellare l’oggetto e poi dipingerlo. Commissioni che non richiedono soltanto la decorazione personalizzata su manufatti in terracotta già creati precedentemente, ma la realizzazione dell’oggetto stesso, possono venir eseguite solo se ordinate con sufficiente anticipo.

Pittura sopra-smalto crudo e posizionamento nel forno

piatti appena dipinti sopra-smalto

pezzi dipinti soprasmalto nel forno crudi

posizionamento nel forno

I tempi occorrenti per passare dalla terracotta alla ceramica finita smaltata e dipinta, sono vincolati soprattutto alla cottura il cui ciclo dura mediamente 8-10 ore e aggiungendo i tempi di raffreddamento fino al momento di poter aprire il forno si contano minimo 20 ore che possono variare a seconda della temperatura dell'ambiente. Data l'alta temperatura da raggiungere e quindi il consumo di energia elettrica, il ceramista cerca sempre di riempire il forno al massimo producendo se necessario oggetti piccoli da posizionare negli spazi che rimangono e cercando di evitare una cottura con oggetti di altezze troppo differenti per non perdere spazio prezioso nella costruzione dei vari piani in altezza.

Il prezzo di una ceramica finita è pertanto determinato oltre che dal lavoro di esecuzione e i materiali usati in particolare dalla cottura, lavori richiesti su commissione in pochi giorni è probabile che siano maggiorati di prezzo (dico probabile perché se siete fortunati e al momenti sono già pronti un numero sufficiente di pezzi per l'infornata, possono bastare pochi giorni ed il prezzo sarà quello di base, ma arrivando all'indomani di una cottura appena fatta le cose cambiano). Presso il mio laboratorio è bene richiedere i lavori su commissione almeno due settimane prima per le terrecotte da personalizzare, il tempo necessario dipende dalla manodopera (nel mio caso individuale) e dalla grandezza del forno.

L'apertura del forno riserva sempre un poco di sorpresa per i cambiamenti avvenuti durante la cottura, talvolta degli imprevisti anche per il ceramista esperto.

risultato seconda cottura nel forno

apertura forno dopo cottura oggetti smaltati

piastrelle smaltate cotte

Piastrelle uscite dalla seconda cottura