Dieta vegetariana

Permettetemi di fare qui ancora una premessa: al bando ogni pregiudizio e luogo comune. Nulla è fisso e immutabile, neanche se affermato dagli uomini di scienza, perché se andiamo a considerare il modo di pensare attuale, l’umanità non è per nulla progredita e recalcitra da ogni affermazione contraria all’opinione comune e da ciò che pare acquisito ancora allo stesso modo come ai tempi di Copernico e Galileo rifiutava di staccarsi dalla visione Tolemaica.                                Così per esempio oggi viene pubblicizzato il pane fresco come se fosse un distintivo di qualità al pari di altri cibi dove la freschezza è fondamentale e sinonimo di bontà e qualità ed è persino un obbligo per i panifici, quando in realtà il pane fresco fa male alla salute in quanto contiene lievito e andrebbe invece stagionato. Se oggi ci sono tanti panini che non si prestano ad essere tenuti per il giorno dopo questo dimostra solo la loro qualità scadente. Un buon pane se conservato correttamente dura anche tre o quattro giorni (se non di più) e si comincia a mangiarlo solo dal giorno successivo a quello in cui viene sfornato. Di fatti una volta esistevano le sporte per il pane, oggi cadute in disuso. Da noi in famiglia si faceva il pane in casa circa una volta a settimana, due grandi e lunghi pani con metà farina integrale e metà bianca che occupavano tutto lo spazio del forno a legna della stufa economica. Si integravano con alcuni panini bianchi comprati in città e anche per questi c’era il divieto di mangiarli il giorno dell’acquisto per tutta la mia infanzia e gli anni di scuola.

Così pure a differenza di ciò che comunemente si afferma, anche da parte di professionisti della nutrizione e salute del corpo umano, sono convinta che la colazione non è necessaria (almeno non nei paesi a clima temperato). E’ piuttosto una scelta facoltativa a cui ci si abitua avvertendone poi il bisogno, ma se ci si abitua a non farla si sta benissimo senza alcun sintomo di fame. Io posso tranquillamente ignorarla anche se intraprendo degli sforzi fisici fin dalla mattina, anzi di solito lo preferisco, solo qualche volta mi viene voglia di fare colazione e all’italiana, cioè leggera tipo cappuccino e brioche se al bar o caffè-latte e biscotti a casa. (Penso che anche dietro alla colazione vi è l’interesse economico, che farebbero se no i tanti bar?). Tuttavia a pensarci bene appare più giusto il contrario : il corpo è riposato dalla notte, ha digerito la cena che ha apportato energie non ancora utilizzate e pertanto è pieno di energia, fresco per affrontare la mattinata; introducendo invece subito del cibo lo appesantiamo e richiediamo il lavoro della digestione. Se non è certamente bene fare dello sport subito dopo mangiato, questo può valere anche per il lavoro normale. E’ solo la misura più leggera tra lo sforzo e la quantità di alimenti introdotti con la colazione che non ci fa avvertire il negativo, ma il principio di base rimane lo stesso. Molto dipende anche dalla cena: se è vero che andrebbe fatta leggera e in tal caso giustificherebbe la colazione del mattino, è anche vero che nella maggior parte dei casi il pranzo a causa del lavoro è spesso frettoloso e preso fuori casa, mentre la sera tornando in famiglia con più tempo a disposizione si è più propensi a fare un pasto caldo che diventa il principale della giornata e pertanto appena svegli il giorno dopo non c’è affatto bisogno di riempire lo stomaco di nuovo e farlo lavorare. Per me è anche detestabile mettermi subito a mangiare appena sveglia. Piuttosto uno spuntino a metà mattina se ci si alza molto presto e non si fa la pausa pranzo prima dell’una.

Mi ha meravigliato incontrare dei vegetariani che mangiano qualcosa può volte nell’arco di una mattinata o pomeriggio quasi fosse cosa necessaria a causa della loro dieta; macché non siamo mucche a ruminare sempre, sarà da scansafatiche che vogliono interrompere l’attività che stanno svolgendo o è per darsi dell’importanza  e mostrare agli altri di essere speciali. Poverini. Non c’è bisogno di fare più pasti degli onnivori, molto più importante è la varietà e qualità degli alimenti. Non è sempre semplice trovarla per chi abita in città, ma bisogna perlomeno imparare a distinguere al vederli ortaggi e frutta più genuini e non tirati su con tanti concimi e trattamenti e possibilmente freschi. É buona regola acquistare solo prodotti di stagione perché gli altri in genere non valgono niente e sono solo materia per riempire lo stomaco con in più qualche veleno dato che vengono o coltivati in serre, o provengono da paesi lontani. Anche se i metodi di coltivazione sono certificati, devono percorrere tanta strada e vengono pertanto o raccolti troppo acerbi per durare e poi maturano artificialmente (pertanto non hanno di gran lunga le sostanze di quelli maturati alla pianta e al sole), oppure subiscono tanti trattamenti  per la conservazione. Inoltre durante il trasporto possono essere esposti a smog, scarico dei veicoli ecc. una cosa da non sottovalutare anche riguardo a dove viene esposta per la vendita frutta e verdura. Mi ha sempre stupito vedere fruttivendoli con le cassette di verdure esposte fuori lungo strade trafficate per non dire degli autocarri ambulanti e anche certi fruttivendoli all’aperto fissi che quotidianamente caricano e scaricano la loro merce con i furgoncini aperti e tutto quello che esce dalla marmitta del mezzo va a contaminare frutta e ortaggi. Pazienza se si tratta di arance, angurie, noci, patate e tutto ciò che è protetto da buccia, ma che dire dei cestini di fragole aperti in bella mostra, di insalate, cavoli, porri, spinaci e persino funghi di cui si dice di non raccoglierli se crescono lungo le strade perché assorbono sostanze nocive, forse che una volta raccolti non le assorbono più e possono venir esposti in bella fila lungo una strada trafficatissima? E dire che ci sono gli ispettori della ASL che vengono a fare un sopralluogo quando si inizia una nuova attività ed è obbligatorio e bisogna pagarli, anche se si tratta di esercizio non alimentare come il mio, ma su queste cose invece non dicono nulla e lasciano tranquillamente che i cittadini mangino veleno, così forse hanno più lavoro le farmacie. E anche nelle fiere con la calca di gente e tutti i batteri che circolano, le particelle che ognuno immette nell’aria parlando, starnutendo, tossendo, e la polvere della strada, si permette l’esposizione all’aria delle giare aperte di olive e altri alimenti simili in salamoia, dei funghi secchi che perdono inoltre tutto il loro profumo e pertanto anche parte del gusto oltre ad inumidirsi, delle spezie macinate, dei formaggi tagliati e tanto altro che mica si  lava…

Per i vegetariani gli ortaggi non sono un contorno ma l’alimento principale e pertanto è importante la loro qualità che altrimenti è come non aver mangiato e aver solo riempito lo stomaco di qualcosa. Non pochi si lamentano di carenze con una tale dieta e cercano alimenti diversi che possano risolvere i loro problemi, ma più che cercare prodotti rari e costosi direi che è più importante ricercare gli alimenti più comuni ma di diversa provenienza, biologici e magari rifornirsi anche cercandoli più lontano presso piccole aziende agricole almeno per quelli che possono durare nel tempo senza guastarsi: un buon olio d’oliva evo da usarsi per ogni condimento senza risparmio dato che non ha controindicazioni e fa solo bene, di frantoio è certamente migliore di tutti quelli confezionati anche delle migliori marche che si trovano nei supermercati; le patate tenute al buio in luogo asciutto e fresco durano più mesi, dall’autunno alla primavera come pure le cipolle e l’aglio, basta appenderli a mazzi o trecce, pertanto se si abita in una grande città non c’è ragione per non rifornirsi se si ha trovato la qualità genuina. D’estate si può poi provvedere a fare le salse e marmellate in casa con pomodori e frutta di buona qualità. Non poche erbe si possono anche essiccare. Per il resto bisogna usare un po’ di buon senso ed evitare quel che è di cattiva qualità, (si sente anche dal poco gusto dei cibi prima di condirli con sale ecc.). Per es. se in città non si trovano delle buone carote ( che sono un ortaggio ricco di vitamine di per sè consigliatissimo soprattutto crude, ma non semplicissime da coltivare e mantenere sane pertanto nelle coltivazioni di massa sono le più soggette a ricevere antiparassitari e concimi per farle ingrossare e che essendo radici assorbono direttamente, cosa molto differente da quel che può assorbire di sostanze immesse nel terreno, un frutto o la parte aerea di un ortaggio), è meglio non acquistarle affatto e magari ripiegare su un succo di carote confezionato di una ditta biologica. Talvolta anche un prodotto surgelato può essere migliore benché di regola siano preferibili i freschi, questo perché la concorrenza sprona le ditte a presentare prodotti più gustosi e quindi surgelare verdure di miglior qualità che altrimenti non sanno di nulla e nessuno le compra più.

Quando gli ortaggi sono di misure particolarmente grandi e regolari, perfetti, lucidati (a me che li conosco come crescono nell’orto mi danno l’idea di plastica), non sono certo i migliori dal punto di vista nutritivo. Per esempio peperoni senza alcun difetto sulla buccia tutti ugualmente gialli e rossi, lucidi e regolari ; melanzane enormi; spinaci con foglie grosse e regolari poco accartocciate e pulite; pomodori a grappolo troppo sodi; fagiolini verdi quasi traslucidi che sembrano di vetro; patate troppo lisce e pulite che non sembrano nemmeno uscite dalla terra; carote senza più alcun verde, dalla superficie di aspetto gommoso che dimostra che sono tutt’altro che fresche e senz’altro trattate se costano poco; sedani  completamente gialli: con crescita naturale solo i gambi e le foglie più interne sono gialle e tutte le altre verde scuro, pertanto se non c’è neanche un po’ di verde significa che sono coltivati in modo eccessivamente artificiale; verze enormi anche queste senza foglie verdi  esterne e completamente gialle e integre senza un buchino. (Chi coltiva il cavolo nell’orto sa quanto è facilmente preso d’assalto dai bruchi nati sulle foglie dalle uova che le farfalle vi depositano spesso e volentieri e anche una rete non è sempre efficace, se non si usano insetticidi l’unico rimedio è controllare ogni cavolo e prelevare i bruchi e le uova manualmente se si trovano, finché la pianta è giovane soprattutto, una volta che ha formato la palla i bruchi non potranno più penetrare all’interno senza aver prima rosicchiato le foglie esterne e i buchi che creano sono il segno d’allarme per andarli a cercare e oltre a loro ci sono anche le lumache con tempo umido);  I broccoli devono essere belli verdi, se tendono a sfumature bruno-giallastre sono ormai vecchi di più giorni, se hanno il gambo principale da cui dipartono le ramificazioni particolarmente spesso è segno che sono cresciuti su tanto concime che agisce come un “doping” ma a discapito delle qualità nutritive e del gusto, (alle piante succede come  per noi umani: chi nasce ricco e ha tutto facile e a portata di mano senza fare alcuno sforzo o sacrificio, non costruisce una sua personalità e tutto il suo essere rimane superficiale e piatto, insignificante e in nulla si distingue da altri cresciuti in simile condizione, sballottati dagli eventi esterni, asserviti ai propri impulsi momentanei); anche i vegetali devono fare i loro sforzi per estrarre le sostanze nutritive dal terreno, solo così si arricchiscono e diventano buoni, con la trasformazione graduale, se hanno già tutto lì contro le loro radici e in troppa abbondanza che basta risucchiarlo, si gonfiano e non hanno il tempo di elaborare tutte quelle vitamine e sostanze che ne fanno la distinzione di qualità e diventa quasi indifferente mangiare questo o quell’ortaggio, tanto sono tutti principalmente solo acqua e materia con pochissimi principi attivi nutrienti.                                                                                                                  Tra la frutta più trattata troviamo le mele, pertanto è meglio sbucciarle anche se se ne vanno delle vitamine ma con esse anche molto veleno, in tarda primavera e inizio estate sarebbe meglio non acquistarle più fino all’arrivo delle qualità precoci, perché per durare così a lungo da ottobre in cui inizia la raccolta chissà quanti bagni hanno ricevuto.

Per i vegetariani è anche importante saper cucinare e acquistare il meno possibile alimenti confezionati e già pronti in modo da aver la certezza della qualità degli ingredienti usati e della modalità di preparazione; al bando la pigrizia in cucina. Inoltre bisogna sapere che i legumi e simili in scatola anche se cotti a vapore possono venir usati ogni tanto come contorno e aggiunta ma non devono assolutamente diventare il consumo principale e sostituire ortaggi e legumi freschi oppure essiccati (perché non contengono le sostanze equivalenti). I legumi secchi vanno sempre messi a bagno anche se per taluni nelle modalità di preparazione sul pacco non c’è scritto, preferibilmente 8 ore, ovvero tutta la notte con un poco di bicarbonato aggiunto all’acqua se è dura, (comunque non guasta mai) e anche dopo nell’acqua di cottura una puntina di coltello lasciando poi la pentola senza coperchio quando inizia la cottura affinché con la schiuma che si forma non straripi,( la si può asportare ), il bollore deve essere sempre assai moderato, in particolare per i ceci altrimenti rimangono duri. Se d’estate con tanti ortaggi a disposizione e i fagiolini freschi si può fare a meno di consumarne d’inverno sono fondamentali e andrebbero consumati almeno una volta a settimana come piatto principale se non due e rientrare come ingrediente in piccole quantità in altre preparazioni: minestroni, minestre vellutate, polpette, insalate di pasta o riso, creme da spalmare sul pane ecc.

Anche i funghi sono importanti e se non è stagione e non si ha la fortuna di andarli a cercare nei boschi e di aver imparato a conoscerli, i porcini essiccati vanno comunque sempre bene e si possono usare come sugo  da accompagnare ad es. a polenta, pasta o riso, oppure per una minestra a base di farina. Funghi secchi possibilmente non venduti sciolti esposti all’aria, perché in tal modo perdono buona parte del loro aroma, sani e che vanno messi a bagno almeno 4 ore prima; a differenza dei legumi dove l’acqua di ammollo viene buttata e questi vanno sciacquati, per i funghi l’acqua di ammollo che si colora di bruno perché vi si disciolgono parte delle sostanze del fungo va utilizzata per la cottura degli stessi tranne il residuo di fondo  in cui si può depositare terra e sabbia; è pertanto bene pescare le fette di fungo dall’acqua, aspettare che questa decanti e poi versarla lentamente senza rimestare in pentola buttando l’ultimo dito d’acqua con i residui che rimangono sul fondo e poi ripetere la stessa operazione dopo la cottura prima di sminuzzare i funghi e preparare il sugo con aggiunta di farina olio, aglio e volendo un po’ di latte o panna, oppure da aggiungere al sugo rosso con passata di pomodoro.

Molto indicata è poi la minestra di cereali biologici che si possono macinare grossolanamente, in mancanza di meglio si può usare il macinino da caffè  dato che bastano quantità limitate: uno o due cucchiai colmi di grano macinato a persona che va bollito almeno mezz’ora, se si mette a bagno il macinato qualche ora prima è ancor meglio, per i chicchi interi è obbligatorio come per i legumi, che se rimangono duri anche dopo un’ora di cottura difficilmente il corpo potrà assimilarli bene.

Le verdure fresche sono indispensabile accompagnamento per tutti i piatti principali quando non si tratta già di un minestrone; intendo per la pasta, il riso, le patate che sono la base da preparare in modi diversi accompagnati da ortaggi di stagione. Raramente mi limito al solo sugo di pomodoro, lo accompagneranno in autunno- inverno  cavoli di tutti i tipi, spinaci, zucca, porri, bietola, carciofi, catalogna; finocchi , carote e altre radici sono preferibili con le patate oltre agli altri ortaggi; in primavera- estate  catalogna, cima di rapa, fave, piselli,  bietolina nuova, poi zucchini, basilico e più tardi melanzane, fagiolini verdi, peperoni, pomodori freschi (d’inverno e primavera è preferibile usare le passate e conserve di pomodoro che quelli freschi non valgono nulla tranne in rare eccezioni). L’insalata a foglia verde poi non deve mai mancare, da consumare quotidianamente o quasi con buon olio evo e molto indicato è aggiungervi della cipolla rossa cruda o in primavera cipolline fresche e quando disponibili altri ortaggi da mangiare crudi come rapanelli, cetrioli, peperoni, cavolo rapa, carote grattugiate. Il prezzemolo naturalmente va usato in ogni occasione in cui sia indicato perché ricco di vitamina c. Da non dimenticare che ci sono anche le pannocchie di mais d’estate, mentre d’inverno c’è la polenta, oltre al mais in grani in scatola da usarsi moderatamente per arricchire ogni tanto le insalate come pure i sott’olio o sott’aceto che per chi ha l’orto li può preparare in casa e con un po’ di pratica verranno ottimi. Anche le marmellate è preferibile prepararle in casa pure se con frutta acquistata che va lavata accuratamente.

Non sto qui certo a dare ricette e con un po’ di fantasia si può improvvisare per una cucina personale, vorrei solo ricordare che l’aglio la cipolla e tutte le erbe aromatiche come pure le spezie sono fondamentali in una buona cucina salutare e non devono mai mancare. Commettono un grosso errore tutte quelle ricette dove si dice di fare insaporire con l’aglio e poi di tirarlo fuori, l’aglio va mangiato sempre (non è come una foglia di alloro che poi si tira fuori e si butta), tanto più che cotto perde completamente l’odore ed è anzi  bene aggiungerlo affettato verso fine cottura in modo che bolla solo due tre minuti e mantenga buona parte delle sue virtù. Ancor meglio è consumarlo crudo del tutto se possibile; se consumato alla sera il mattino dopo non rimane traccia di odore, del prezzemolo fresco masticato dopo l’aglio dovrebbe eliminarne l’odore o una tisana di aromatiche tipo menta o salvia presa dopo il pasto. La sera in famiglia il miglior espediente è mangiarlo tutti perché solo chi non ne ha mangiato ne sente l’odore, per gli altri l’aria è neutra. Se si considera quanti benefici apporta l’aglio non bisognerebbe proprio rinunciarvi, tanto più che abituandosi il suo gusto piccante e l’aroma è persino buono e preferibile al pepe.  Pertanto niente di più stupido del pesto senza aglio, gli antichi che lo hanno inventato sapevano ciò che è bene, oggi sono tutti viziati e poi preferiscono correre in farmacia e prendere pastiglie con effetti collaterali per la soddisfazione delle multinazionali produttrici di farmaci che con l’aglio, la cipolla e altri prodotti naturali che non subiscono preparazioni non si arricchisce certo nessuno. Ma la natura prima o poi si vendica e il denaro non giova per non ammalarsi.                      Volete che continui l’elenco degli alimenti a disposizione dei vegetariani?  Ci sono le noci di tutti i tipi con cui si possono fare pesti o sughi come volete chiamarli e naturalmente possono rientrare in tante preparazioni dolci o anche mangiate con lo yogurt o nel “muesli”, cioè fiocchi di avena con frutta secca che vanno messi a bagno nel latte e non è necessario mangiarli a colazione, possono benissimo  far parte del pranzo o di un eventuale spuntino. C’è la farina di ceci non solo per fare la farinata, il semolino che oltre ai tradizionali gnocchi alla romana può essere usato per una minestra leggera di “semolino bruciato” che prima dell’aggiunta di acqua e aromi va imbrunito  rosolandolo nell’olio, magari anche con della cipolla; poi ci sono le novità più recenti dei tanti semi: quinoa, sesamo,miglio, ecc. Dimenticavo la soia perché la uso poco, tutt’al più la farina nelle minestre (la soia purtroppo non è più quella di una volta perché è stata ormai tutta modificata e pertanto forse è meglio non farne un uso eccessivo).  Tra la frutta  c’è da ricordare che l’uva è un alimento completo e qualcuno consiglia addirittura di fare una cura autunnale mangiando solo uva, cosa che con l’uva acquistata probabilmente non è l’ideale perché si sa che per mantenerla sana è indispensabile spruzzare dei veleni antiparassitari e anti-fungini alla vigna. Importantissimo è lavare accuratamente la frutta e verdura acquistata e vale naturalmente per tutti, ma i vegetariani consumandone di più sono maggiormente soggetti  ad assumere le sostanze nocive, spesso questo viene trascurato, un po’ per pigrizia un po’ per disinformazione. Così si vede ad esempio in strada il turista in particolare,  che strofina la mela appena acquistata  un poco sui pantaloni per poi mangiarla con la buccia. E alla fontana in piazza quante volte ho visto gente far scorrere appena un po’ d’acqua su un grappolo d’uva, su pesche e albicocche e addirittura aprire il rubinetto solo un filino forse per paura di bagnarsi gli abiti e quell’acqua può al massimo aver asportato la polvere dalla buccia quando non l’ha fatta aderire maggiormente; apparentemente  si  tratta solo di un rito perché si sa di doverlo fare per mettere a posto la coscienza e mangiare più tranquillamente, l’efficacia reale del gesto sembra non avere alcuna importanza, e poi ridicono magari di riti e credenze  orientali  incomprensibili al giorno d’oggi con il progresso della scienza.                  D’autunno ci sono anche le castagne ed i funghi freschi, una valida variante temporanea nella dieta che apporta notevoli proteine; se si va a raccoglierli personalmente nei boschi la salute ne guadagna doppiamente con il movimento e l’aria buona.                                               Naturalmente ci sono poi il latte e tutti i latticini, formaggi e uova di allevamento a terra possibilmente all’aperto, perché siamo vegetariani e non vegani, (l’unica cosa su cui bisogna chiudere un occhio è il caglio di dubbia provenienza nei formaggi, di più probabile origine animale che vegetale; si può provare a fare il formaggio fresco in casa che è molto semplice, ma non si può nemmeno perdere le giornate dietro al cibo per prepararsi i formaggi stagionati, (bisognerebbe già essere in pensione e non aver altro da fare nella vita), come detto però non siamo fanatici di un’etica campata per aria, né idealisti (basta sedersi su una sedia per ammazzare un mucchio di microorganismi, camminare su un sentiero per calpestare inavvertitamente formiche e altri piccoli animaletti e nulla mi trattiene dall’ ammazzare una zanzara o mosca che sta per pungermi, invece mi dà già fastidio vedere qualcuno che ammazza una vespa, un’ape o calabrone o addirittura un topo); è in fondo questione di abitudine: siccome una volta non c’erano tutte le modalità di informazione di oggi non ne sapevamo niente dell’origine del caglio e mangiavamo il formaggio ignari, se ora sappiamo si può limitarne il consumo ma anche chiudere un occhio se non disgusta davvero, perché gli animali si ammazzano ugualmente.

Se avete delle carenze prima di correre in farmacia dovreste correre nelle campagne a trovare i rimedi per la salute. Se avete carenza di ferro ricercate le ortiche, una bracciata di punte raccolte lontano da strade cotte in poca acqua per dieci minuti circa e poi tritate e preparate con besciamella e volendo un po’ di panna da cucina fanno un ottimo sugo verde molto più ricco di ferro degli spinaci, e anche l’acqua di cottura si può bere basta averle prima lavate bene e raccolte dove sono pulite e non presso a stalle di animali. Ci sono poi tante altre erbe spontanee buone che crescono negli incolti e sulle scarpate sia per cucinare che per uso crudo come ad es. il tarassaco. Molto bene fanno anche le tisane alle erbe, efficacie prevenzione  contro batteri e virus influenzali, soprattutto le tre classiche: salvia, timo e rosmarino e anche la menta  fa molto bene; andrebbe bevuta almeno una tazza al giorno, molto meglio che prendere il caffè per una pausa durante la giornata.

Importante poi evitare tutti i prodotti sofisticati che fanno male: in primis la Coca Cola e tutte le merendine, soprattutto per i bambini, (certo è comodo per i genitori la merendina ed il succo di frutta da concentrato con cannuccia in borsa o nella cartella da scuola dei bambini, ma non sono certo salutari),  molto meglio una bella fetta doppia di pane farcita, e non quelle fette triangolari per tramezzini che non si possono chiamare pane, del pane vero, magari ai cereali… Ai vegetariani per scoraggiarli consiglio di leggere gli ingredienti di tutte quelle merendine e anche dei gelati che si trovano nei supermercati, quasi sempre compare la voce : mono e digliceridi degli acidi grassi, e sapete di che si tratta? In genere di scarti di macellazione e unghie e corna triturate d’animali, forse questo basterà per farvi passare la voglia di acquistarli avendo guardato magari al risparmio. Meglio risparmiare con un gelato artigianale preso raramente in gelateria che consumare spesso quei prodotti a poco prezzo dei supermercati. Tra l’altro mi meraviglio come non se ne abbia mai abbastanza pur prendendolo quasi quotidianamente, a me passa la voglia solo al vedere la gente dappertutto mangiare il gelato in strada. Tanti altri alimenti in vendita sono da evitare ed è ormai risaputo, tuttavia si continua ad acquistarli: come ad es. le margarine, i formaggini economici fatti di formaggio fuso e altri additivi, i succhi di frutta da concentrato, le macedonie in scatola, i vini a basso prezzo; le patatine e altri salatini simili e le bibite gassate possono essere un acquisto saltuario, magari per una festa, un evento, certamente non rientrare nella spesa regolare e tutti quei prodotti che contengono conservanti e coloranti artificiali. Come detto in principio una dieta vegetariana sana non richiede alcun integratore, né comporta alcun problema di salute, al contrario.

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